"Contemplare la natura,

vivere in essa, subirne il fascino.
Ascoltare ciò che racconta
inseguire ogni volta sensazioni nuove...

ed inconsciamente raccontarle."

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Studio d'Arte

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Pittrice delle

Ultimo aggiornamento 13/04/08.

 

Elisa Zeni nasce a Spormaggiore in Trentino il 29 febbraio del 1980. Si avvicina all'arte con gli studi superiori, diplomandosi nel 1999 all'Istituto D'Arte “A. Vittoria” di Trento, (Corso sperimentale: Pittura e Visual Art - Corso di Ordinamento: Istruzione di Arte Applicata)

Durante questi studi, attraverso attività di tirocinio si avvicina al mondo del restauro conservativo e pittorico, collaborando con la ditta Gianmario Finadri &C snc nell’intervento su affreschi tre- cinquecenteschi, su sculture lignee, dipinti su tela e su tavola commissionate da enti pubblici e da privati, operando nel laboratorio della ditta e in cantieri disseminati in regione e fuori

Collaborazione che continua anche dopo gli studi, e dopo la parentesi di un anno, fra il 1999 e il 2000, per frequentare il Corso di Restauro Opere d’Arte presso UIA- Università Internazionale dell’Arte, alla Giudecca (Venezia).
In questo periodo vediamo, fra numerosi altri, interventi di restauro per la chiesa di Rovere della Luna, Predazzo, nonché su affreschi cinquecenteschi attribuiti ai pittori Baschenis nella chiesa di Cusiano in Val di Sole (nella “Casa degli affreschi” ad Ossana; nella chiesa di Maiano in val di Non



Nel 2001, pur mantenendo i contatti col restauro, decide di riprendere gli studi portando a termine tre anni dopo, nel marzo 2005, il corso di laurea in Scienze dei Beni Culturali presso l’Università di Trento., presentando la tesi ‘La “Casa degli Affreschi” di Ossana in Val di Sole: ciclo pittorico, conservazione e proposta d’intervento sviluppata grazie alla su collaborazione sempre presso la ditta Finadri e al supporto del relatore, noto esperto nel mondo del restauro pittorico, Roberto Perini.  (Borsa di studio Centro Studi Val di Sole 2007 / Borsa di studio Sovrintendenza dei Beni Culturali della Provincia di Trento 2007)


Conclusi gli studi, nel maggio 2005 diventa libera professionista mantenendo una collaborazione con la ditta Finadri, oltre che con la ditta Ares, che la porta ad intervenire in modo sempre più autonomo sulle chiese di Dres, Mione e Don in val di Non.

Collabora anche con l’associazione Opus Bahia, prevedendo un corso di restauro per la manutenzione di arredi e affreschi di Castel Taufers –Campo Tures (BZ)




Nel frattempo inizia ad avvicinarsi alla pittura, da prima con copie d’autore, poi dal gennaio 2006 ad una sua espressione. Riprende su tela, carta e tavola paesaggi, montagne e boschi, espressione della sua terra d’origine e che da sempre l'affascinano. Porta avanti in particolare la ricerca degli effetti che può creare la luce che filtra attraverso i rami, nei i riflessi dell'acqua, la nebbia tra gli alberi. Opere di forte impatto per l'osservatore, che riescono a trasmettere la stessa sensazione che l'artista prova nell'incontrare il proprio soggetto, frutto della volontà di trasmettere e comunicare ciò che la natura, in particolare, attraverso le sue forme e colori riesce ancora a suscitare se ascoltata e meditata.

Fra la fine del 2006 e l'inizio del 2007 continua l'approfondimento della propria tecnica pittorica presso conosciuti maestri d'arte dell'ambiente milanese. In particolare approfondisce l'arte dell'acquarello e del Trompe l'oeil.


 
"Paganella"- particolare

Col 2007 si esibisce in numerose mostre personali e collettive sul territorio trentino ma non solo, ottenendo numerosi riscontri positivi da parte del pubblico . Comincia a sperimentare una via d'interpretazione sempre più personale dei soggetti dei propri quadri, attraverso i filone "Voli radenti" presentati alla SOSAT di Trento dove gioca su forme e colori di montagne viste in volo.
Allo stesso tempo decide di riprendere la montagna anche negli aspetti più "intimi" e spesso trascurati da chi la vive da semplice turista: nasce così il filone "percorsi dell'acqua" , con al centro l'acqua e il suo contatto con la terra che attraversa,  fondali in quiete apparente o i guizzi inafferrabili fra i sassi di ruscelli. Momenti del percorso di queste acque che entrano in empatia con gli stati d'animo dell'osservatore

 Numerosi i contatti di collaborazione che cominciano a nascere nella zona, in particolare col Soccorso Alpino, che portano Elisa a sperimentare nuove soluzioni artistiche per esprimere il suo rapporto di quasi "simbiosi" con la natura montana in cui vive. In occasione della "Rampa", nei boschi di Fai della Paganella realizza un'opera in calce mista a terra e foglie che personifica la leggenda di "Paganella", una ragazza scomparsa sulla montagna omonima insieme al pastore suo amante, per fuggire ad un matrimonio combinato dal padre. Un'opera che come uno spirito riemerge  nei luoghi del racconto popolare, modellandosi  della terra che ha preso il suo nome

 

 

 


"Paganella"

Dall'estate del 2006 inizia anche l'esperienza del gruppo artistico Le Giralune, di cui diventa una delle cinque componenti, tutte pittrici trentine, caratterizzate da stili completamente diversi fra loro ma con la voglia di evidenziare come tale diversità possa essere un enorme ricchezza nella volontà di esprimere uno stesso in tutte le sue sfumature. Dal febbraio del 2007 iniziano quindi delle mostre che partendo da un tema condiviso (prima "la Luna", poi "Cromoemozioni") lasciano che questo si sviluppi attraverso le singole sensibilità delle artiste, per poi essere proposto al pubblico in unica soluzione visiva. 
Con il 2008 si avvicina al mondo dell'icona bizantina presso la scuola di icone Santi Martiri di Trento e perfeziona la tecnica del ritratto, in collaborazione con lo studio fotografico Immart  di Mezzocorona


 

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