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elisazeni
"Contemplare
la natura,
vivere in essa, subirne il fascino. Ascoltare ciò che
racconta inseguire ogni volta sensazioni nuove...
ed inconsciamente
raccontarle."
Ultimo
aggiornamento
10/04/10.
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Elisa
Zeni: Percorsi dell’Anima
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Elisa Zeni ripercorre nelle sue
opere quelle strade che quasi due secoli orsono percorsero grandi
artisti come Caspar Friedrich e William Turner. La rappresentazione
della Natura, nei suoi mutevoli aspetti, è il fondamento della sua
pittura. Una pittura volutamente figurativa che riesce a descrivere con
una singolare forza e soprattutto con un impulso quasi religioso
l’armonia e il fascino della montagna.
La montagna nella pittura di Zeni
è intesa come una Grande Madre: da essa, dai suoi nevai luminosi, sgorga
l’acqua purissima dei torrenti, fonte suprema di vita. Squarci di luce
sulla tela sono le cascate, gli scrosci che vanno a disegnare quelli che
l’artista stessa definisce i Percorsi dell’acqua. In queste opere è
forte la vicinanza poetica con il Romanticismo ottocentesco; la Natura è
il vero specchio dell’anima umana, è l’universo in cui immergersi, nel
quale contemplare e contemplarsi.
Ma è soprattutto nel ciclo di
opere Voli radenti che Elisa Zeni esprime l’armonia e la grandezza della
Natura con un vigore ed al contempo una spiritualità che ci spinge quasi
inebriati al sentimento romantico del sublime. In questo ciclo le
montagne sono descritte in modo singolare, a volo d’uccello; dall’alto,
immersi in un’atmosfera estremamente luminosa, ci pare di percorrere
volando quel lembo della Madre Terra che dialoga in modo diretto con
l’universale ed il cosmico. Sono luoghi a metà strada tra realtà e
immaginazione, nei quali vi è un senso di pace che l’uomo contemporaneo
può ritrovare solo nel rapporto intimo fra natura e anima. Elisa Zeni
esprime nelle sue opere questo rapporto intimo, quasi privilegiato. Le
montagne descritte in Voli radenti si confondono fra nubi e foschie: qui
colore e luce si fondono. Pare di rivedere le stesse emozioni di
colore-luci rappresentate nelle Marine da Virgilio Guidi. Vi è tutta la
secolare tradizione e maestria della pittura veneta in queste opere. Vi
è la ricchezza di passaggi cromatici, l’intensa luminosità del colore
che si ritrovano nei cieli che fanno da sfondo alle opere di Giovanni
Bellini e di Giorgione. Con quest’ultimo, pensiamo alla celeberrima
Tempesta, Elisa condivide lo stesso fascino per la contemplazione della
natura e per la corrispondenza penetrante e vitale che esiste tra uomo e
natura stessa.
Marcello
Nebl
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..."Il
Giallo"
Elisa Zeni riscopre la natura e i suoi
particolari. Zuma in maniera quasi fotografica e riproduce memore della
lezione del trompe l'oeil. Sulla tela cattura i sassi, l'acqua, simbolo
di vita, energia e forza con le sue trasparenze del colore del sole
riflesso. I suoi quadri sono microfotografiche romantiche: il paesaggio
è mezzo, specchio e pretesto delle emozioni dell'artista. Tra acqua e
sassi si ritrovano respiri (Respiro, 2007) nel movimento del fluire, ci
si può perdere (Perdersi, 2007) e ritrovare in una goccia d'acqua (Intuizione,
2007) e anche incontrare se stessi o un cigno di riflessi (Incontro,
2007), in un continuo rimando tra esterno ed interiorità, dal giallo
realistico al giallo interiore, e viceversa. Ogni quadro è tappa di un
percorso di vita. Guardiamo la natura e diventiamo la natura, in un
continuum emozionale empatico
Chiara Girardi - UCT (n.11/07) |
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"Emozioni
in
Giallo"
Elisa Zeni, grande amante della montagna
in tutte le sue forme, si è fermata a considerare i riflessi gialli
della luce sui sassi, le rocce, lungo e dentro ai torrenti con un
atteggiamento quasi impressionista studiando le variazioni retiniche del
suo mostrarsi e riportandole con assoluta fedeltà.
Pietro Marsilli
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...siamo di fronte ad una ricerca che si
potrebbe anche definire una ricerca dal sapore d’antico, orientata
quest’anno su due filoni: ecco quindi i Percorsi dell’acqua, dove questo
elemento è visto secondo un angolo visuale diverso dal solito, vale a
dire dall’alto, alla ricerca della resa del fondale, sottoposto alla
continua mutazione per i riflessi dell’acqua. I Voli radenti, invece,
sono vedute riprese da fotografie scattate dall’artista, con la
rappresentazione di montagne quasi del tutto nascoste dalle nuvole. “Mi
piace pensare – afferma Elisa – che non siano semplici vedute, ma
visioni perché l’uomo viene proiettato in un luogo reale e allo stesso
tempo sconfinato, quasi immaginario”. In effetti la nota immagine
chiamata Der Wanderer über dem Nebelmeer, “Il viandante sul mare di
nebbia” di Kaspar David Friedrich potrebbe essere accostata a questi
dipinti, che hanno come dicevo, un tocco di antico.
Paolo Dalla Torre |
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